Poema nero

Il titolo respinge, fa pensare a una raccolta di versi di Romano Battaglia. Invece no, in Un refolo di vento di Salvatore Stefanoni (Besa 2003) nessun estenuato afflato lirico: il vento, qui, è funzionale. Era ora che ci si soffermasse su quello che davvero influisce su vita e indole degli "assolatani" (così si definiscono gli abitanti del paese che fa da fondale all'azione): più che la manganellata del solleone, da noi a dominare è il vento, quello che cava buchi dalla pietra leccese, il gruviera nel quale gioca a rimpiattarsi il romanzo. Il refolo, poi, va riferito a quel venticello in cui consisterebbe la calunnia, e la calunnia è qui l'arma letale che dovrebbe far deflagrare il paese senza bisogno di tanto piombo: basta insinuare, annunciare, lasciare che si sparga per fiere e mercati una voce (o tante voci, quante sono le cimici impiantate nel paese). Ma chi di refolo ferisce di refolo può perire: il Grande Fratello è a sua volta sotto osservazione...

Stilos - 23 marzo 2004

Recensiamo i recensori
La grandezza, finalmente
Manifesto antipoetico
Paesologia
Poema nero
Taranto romanica