La grandezza, finalmente

A chiamarla in causa, nell'ultimo numero della rivista Fernandel, è Antonio Moresco, che rende omaggio, fortemente e diffusamente, all'unico vero gigante del Novecento italiano, Stefano D'Arrigo.
L'intervento di Moresco è da leggere per intero ma c'è un aspetto che a me preme rilevare: Moresco, mentre legge, (eh, sì, anche lui c'è arrivato tardi, sviato, confuso e offeso – nella vista - da un'edizione economica troppo economica) ammira, si esalta e soprattutto s'indigna. S'indigna contro il mondo delle lettere. Non è che ci voglia molto a indignarsi contro il mondo delle nostre lettere. È uno sport nazionale, praticato soprattutto dai meglio introdotti in quel mondo. Io non sono facile all'indignazione, neanche per cose ben più gravi della sorte di un libro, anzi aborro i professionisti dell'indignazione. Ma ogni volta che mi sono immerso nelle profondità di Horcynus orca ho provato una sorda indignazione, che quasi non mi permetteva di andare avanti nella lettura.

Cosa mi avete consigliato per quarant'anni, recensori imbecilli e professori ottusi?

Corriere della Sera - Puglia 20 novembre 2001

Recensiamo i recensori
La grandezza, finalmente
Manifesto antipoetico
Paesologia
Poema nero
Taranto romanica