Labranca ha ragione

"Potrebbe essere Dio. Ha ricreato il cielo e la terra". Di tutti i risvolti che ho letto questo di Tommaso Labranca è il meno esagerato. Eppure Panella non occupa le pagine letterarie, e manco i forum: gli avrÓ nuociuto di più la nomea di canzonettaro (i testi degli ultimi cd di Lucio Battisti) o la collaborazione a giornali non correttamente allineati? La luciditÓ dei suoi paradossi, la sapienza dei suoi slittamenti grammaticali, la voluttuosa ricchezza della sua prosa (non sarebbero scomodati invano i Gadda, i Pizzuto, i Delfini) inorgoglirebbero chiunque, ma lui sa che non sarà un calembour a restituirci la vita, l'essenza delle cose. E intorno a questa essenza continua a lavorare, a intestardirsi. L'amore (per una donna o una caffettiera, poco importa) non può essere detto: non si può essere Dio. Lo sa ma non si rassegna. E ci arriva vicino, più vicino di tutti, più a fondo di tutti. E quando pensi che si sia ormai arreso, ricomincia: è il nostro eroe, il Paul Newman di Nick Mano Fredda.

Il libro: Oggetto d'amore, Pasquale Panella, Minimum fax 1998

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