La tua fetta è più grande della mia

Esilarante. Sì, sto parlando della lettura di seri lavori scientifici, e affermo che non mi sono mai divertito tanto in vita mia. La comicità non è involontaria ma non c'è stata neanche premeditata ricerca di accostamenti: è la Storia a essere comica. Deliro? Qualcuno pensa ancora che la storia sia rigoroso, geometrico, dispiegarsi di un disegno? Henri Wesseling mette in guardia dall'attribuire un senso che non sia circoscritto alla ricerca di un inizio o di una causa (non possiamo parlare di un unico evento né di un'unica motivazione. la società non agisce secondo le leggi della meccanica. taluni atti possono essere definiti reazioni ad altri atti ma non in senso meccanico). La mentalità di un'epoca influenza le decisioni ma certi ordini di idee pur non mancando di logica non sono ovvii. Certe deduzioni (occorre dominare il Nilo per difendere l'Egitto) sono ovvie ma non ineluttabili. E se, coinvolti nell'orrore, quasi tutti concordiamo con Shakespeare nel considerare la storia "una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e furore, che non significa nulla", tuttavia, guardando un'epoca lontana, senza coinvolgimento emotivo o ideologico, succede che il prevalere della casualità e la bizzarria di alcuni attori trasformano i più drammatici degli eventi in una pochade.

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